Quando il Wi-Fi non arriva in camera da letto o in giardino, la soluzione proposta più spesso è un sistema mesh. Funziona bene in molti casi, ma non è magia: un sistema mesh mal posizionato può rendere la rete più lenta di prima. Conoscere come i nodi comunicano tra loro permette di ottenere il massimo da questi apparati, o di capire quando conviene un'altra strada.
Le tre soluzioni per estendere il Wi-Fi
| Soluzione | Come funziona | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Ripetitore (range extender) | Riceve il segnale e lo ritrasmette, spesso con un nome di rete diverso | Economico, immediato | Dimezza spesso la banda, gestione separata, roaming scarso |
| Sistema mesh | Più nodi coordinati che formano un'unica rete | Un solo nome, roaming guidato, gestione centralizzata | Costo maggiore, prestazioni legate al backhaul |
| Access point cablati | Ogni punto di accesso è collegato via Ethernet | Massime prestazioni e stabilità | Richiede cavi nelle stanze |
Come funziona una rete mesh
Un sistema mesh è composto da un nodo principale, collegato al router o che fa esso stesso da router, e da nodi satellite distribuiti nella casa. Tutti trasmettono la stessa rete, con lo stesso nome e la stessa password, e sono gestiti da un'unica applicazione o interfaccia.
Il punto chiave è il backhaul, cioè il collegamento tra i nodi. Ogni dato che un dispositivo invia a un satellite deve raggiungere il nodo principale e quindi Internet. Il backhaul può essere:
- radio condiviso: i nodi comunicano tra loro sulla stessa banda usata dai dispositivi. Il tempo di trasmissione viene diviso, e ogni salto riduce le prestazioni;
- radio dedicato: i sistemi tri-banda riservano una banda, spesso a 5 o 6 GHz, al dialogo tra i nodi, lasciando le altre ai dispositivi. È molto più efficiente;
- cablato (Ethernet backhaul): i nodi sono collegati via cavo. È la soluzione migliore: ogni nodo diventa di fatto un access point con banda piena verso il router, ma mantiene i vantaggi della gestione mesh.
Se in casa ci sono anche solo uno o due cavi di rete verso le stanze più lontane, usali per il backhaul.
Roaming: passare da un nodo all'altro
Quando ti muovi per casa con il telefono, il dispositivo dovrebbe agganciarsi al nodo più vicino. In realtà la decisione spetta al dispositivo, che tende a restare attaccato al nodo a cui è connesso anche quando il segnale diventa debole.
I sistemi mesh lo aiutano con standard dedicati:
- 802.11k: fornisce al dispositivo l'elenco dei nodi vicini;
- 802.11v: permette alla rete di suggerire al dispositivo di spostarsi;
- 802.11r (Fast Transition): accelera il passaggio, utile per le chiamate vocali in Wi-Fi.
Alcuni dispositivi più vecchi gestiscono male l'802.11r: se noti disconnessioni, prova a disattivarlo.
Dove posizionare i nodi
L'errore più comune è mettere il satellite proprio dove il segnale non c'è. Un nodo che riceve male dal principale avrà un backhaul lento, e trasmetterà un ottimo segnale... a una connessione lenta.
Regole pratiche:
- Posiziona il satellite a metà strada tra il nodo principale e la zona da coprire, dove il segnale del principale è ancora buono.
- Evita di nasconderli in mobili, dietro la TV, vicino a grandi superfici metalliche, specchi o acquari.
- Tienili in alto e all'aperto: un ripiano è meglio del pavimento.
- Considera i materiali: cemento armato, pareti in pietra e pavimenti radianti attenuano molto, soprattutto a 5 e 6 GHz.
- Usa l'app del sistema, che spesso mostra la qualità del collegamento tra nodi, e sposta il satellite finché non è almeno "buona".
Quanti nodi servono
Più nodi non significa sempre rete migliore. Con backhaul radio, una catena di tre nodi in fila fa passare il traffico dell'ultimo attraverso due salti radio. Meglio una disposizione a stella, con ogni satellite collegato direttamente al principale. In una casa di dimensioni medie, due o tre nodi ben posizionati bastano quasi sempre.
Mesh e router del provider
Se il sistema mesh fa anche da router, conviene mettere il router del provider in modalità bridge, oppure configurare il mesh in modalità access point, per evitare il doppio NAT. Disattiva inoltre il Wi-Fi del router del provider: due reti sugli stessi canali si disturbano a vicenda.
Quando non è la soluzione
- In un appartamento piccolo dove il problema sono le interferenze dei vicini, conviene cambiare canale o passare ai 6 GHz.
- Se puoi passare cavi, access point cablati danno risultati migliori a parità di spesa.
- Se un solo dispositivo fisso, come una TV o una console, si connette male, un cavo o un adattatore powerline può bastare.
In sintesi
- Un sistema mesh crea un'unica rete con più nodi coordinati e gestione centralizzata.
- Le prestazioni dipendono dal backhaul: meglio dedicato, ancora meglio via cavo.
- Posiziona i satelliti dove il segnale del nodo principale è ancora buono, non dove manca.
- Preferisci una disposizione a stella e pochi nodi ben collocati.
- Evita il doppio NAT e spegni il Wi-Fi del router del provider se usi il mesh.