🔑 Crittografia

Steganografia e crittografia: nascondere o rendere illeggibile

Differenze tra steganografia e crittografia, dagli inchiostri invisibili ai bit delle immagini, filigrane digitali e come si scopre un messaggio nascosto.

Crittografia e steganografia vengono spesso confuse, ma rispondono a due esigenze diverse. La crittografia rende un messaggio illeggibile: tutti possono vedere che esiste, ma solo chi ha la chiave può capirlo. La steganografia nasconde il fatto stesso che un messaggio esista: chi osserva vede un'immagine qualunque, un testo innocuo, un file audio, senza sospettare nulla. Conoscere le differenze aiuta a capire cosa ciascuna può offrire e dove si ferma.

Due domande diverse

Crittografia Steganografia
Obiettivo Impedire di leggere il contenuto Impedire di accorgersi che c'è un contenuto
Cosa vede un osservatore Dati incomprensibili, evidentemente cifrati Un file normale
Se viene scoperta Il contenuto resta protetto dalla chiave Il messaggio è esposto, se non è anche cifrato
Fondamento Problemi matematici difficili Capacità di passare inosservati

Il termine viene dal greco e significa "scrittura coperta". La crittografia, invece, è "scrittura nascosta" nel senso di segreta.

Una storia antica

La steganografia ha precedenti antichissimi. Erodoto racconta di un messaggio tatuato sulla testa rasata di un servitore e inviato quando i capelli erano ricresciuti. Per secoli si sono usati inchiostri invisibili, che comparivano solo scaldando il foglio o trattandolo con una sostanza chimica. Durante la Seconda guerra mondiale si diffusero i micropunti: intere pagine fotografate e ridotte alle dimensioni di un punto tipografico, nascoste in lettere apparentemente banali.

In tutti questi casi la sicurezza dipendeva da un'unica cosa: che nessuno pensasse di cercare.

La steganografia digitale

Nei file digitali c'è molto spazio per nascondere informazioni senza che i sensi umani se ne accorgano.

Il bit meno significativo

La tecnica più semplice riguarda le immagini. Ogni pixel di un'immagine a colori è descritto da valori numerici per il rosso, il verde e il blu, tipicamente da 0 a 255. Cambiare l'ultimo bit di questi valori, per esempio da 200 a 201, produce una variazione di colore invisibile all'occhio. Sostituendo quegli ultimi bit con i bit di un messaggio, un'immagine di alcuni megapixel può contenere centinaia di kilobyte di dati nascosti.

Altri supporti

  • Audio: piccole variazioni nei campioni sonori, impercettibili all'orecchio.
  • Testo: spazi, caratteri invisibili o varianti tipografiche quasi identiche.
  • Formati di file: dati inseriti in aree che i programmi ignorano, come la coda di un file o campi di metadati.
  • Comunicazioni di rete: informazioni codificate nei tempi tra un pacchetto e l'altro o in campi poco usati dei protocolli.

Usi legittimi: le filigrane digitali

Una delle applicazioni più diffuse è la filigrana digitale (watermarking): un'informazione nascosta in un'immagine, un video o un documento per identificarne il titolare o la copia specifica. Se un file distribuito in anteprima a pochi destinatari compare online, una filigrana diversa per ciascuno permette di capire da quale copia proviene la fuga.

A differenza della steganografia classica, una buona filigrana deve essere robusta: deve sopravvivere a compressione, ridimensionamento e ritagli.

Usi malevoli e perché interessano la difesa

La steganografia è usata anche da chi attacca i sistemi: per nascondere istruzioni o parti di codice malevolo dentro immagini apparentemente innocue, o per far uscire dati da una rete aziendale senza attirare l'attenzione dei sistemi di controllo. Per chi si occupa di sicurezza e di informatica forense, sapere che queste tecniche esistono significa non fermarsi all'apparenza di un file.

La steganalisi: scoprire ciò che è nascosto

La disciplina che cerca di individuare messaggi nascosti si chiama steganalisi. Si basa sul fatto che inserire dati altera, anche di poco, le proprietà statistiche di un file:

  • nelle immagini naturali i bit meno significativi hanno una certa struttura; un messaggio, soprattutto se cifrato, li rende anomalmente uniformi;
  • un file può avere dimensioni o caratteristiche incompatibili con il formato dichiarato;
  • il confronto con l'originale, quando disponibile, rivela immediatamente le differenze.

Più dati si nascondono, più la modifica diventa rilevabile. È un compromesso costante tra capacità e invisibilità.

Perché usarle insieme

La steganografia da sola viola il principio di Kerckhoffs: la sua sicurezza dipende dal segreto del metodo. Una volta che qualcuno sospetta il nascondiglio e conosce la tecnica, il messaggio è esposto.

Per questo, quando si nasconde un messaggio, lo si cifra prima. Il dato cifrato ha un ulteriore vantaggio: appare come rumore casuale, più facile da confondere con le piccole variazioni naturali di un'immagine. Se il nascondiglio viene scoperto, il contenuto resta comunque protetto dalla chiave.

In sintesi

  • La crittografia rende un messaggio illeggibile; la steganografia nasconde che esista.
  • Dagli inchiostri invisibili ai micropunti, la steganografia ha una lunga storia.
  • In digitale si nascondono dati nei bit meno significativi di immagini, audio e file.
  • Le filigrane digitali sono un'applicazione legittima per tracciare copie e titolarità.
  • La steganalisi individua le anomalie statistiche; per questo il messaggio va sempre cifrato prima di nasconderlo.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

Leggi anche